RENTRI: la digitalizzazione della tracciabilità dei rifiuti e i cambiamenti per le imprese
- by Greenthesis Group
- 27 gen 2026
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L’introduzione del RENTRI (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti), previsto dall’art. 188-bis del D.Lgs. 152/2006 e disciplinato dal D.M. n. 59/2023, è un cambiamento che, attraverso diversi step temporali, si dipana a partire dall’inizio del 2025 e che avrà un impatto molto importante sulla digitalizzazione del sistema di tracciabilità dei rifiuti.
Il vero cambiamento rappresentato dalla nuova piattaforma digitale1 istituita dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica è la sostituzione progressiva dei registri cartacei cronologici di carico e scarico e dei formulari di identificazione dei rifiuti (FIR), semplificando gli adempimenti e garantendo maggiore uniformità e controllo sui dati. L’obiettivo finale è quello di digitalizzare e rendere più trasparente la gestione dei rifiuti in Italia. Per accompagnare le imprese nel passaggio al nuovo sistema, l’adesione al RENTRI è stata articolata in tre finestre temporali, di cui l’ultima si concluderà il 13 febbraio 20262, e risulta conclusa ormai la fase dell’obbligo di iscrizione che coinvolge produttori di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi, trasportatori, impianti di trattamento, intermediari e consorzi. A seguito delle modifiche introdotte dalla nuova Legge di Bilancio 2026, è stato chiarito che alcune categorie di soggetti - tra cui i Consorzi ovvero i sistemi di gestione in forma individuale o collettiva, di cui all'articolo 237, comma 1 e produttori di rifiuti a cui si applicano le disposizioni di cui all'articolo 190 - commi 5 e 6 - sono escluse dall’obbligo di iscrizione al RENTRI, pur restando tenute all’utilizzo dei nuovi modelli di tracciabilità. I soggetti già iscritti, se rientranti nelle esclusioni, devono presentare apposita richiesta di cancellazione, pena il mantenimento dell’iscrizione su base volontaria con i relativi obblighi.



Cosa cambierà per le imprese
Il processo parte da lontano ed è in realtà tutt’altro che concluso, perché sono previsti altri step necessari e fondamentali verso la piena digitalizzazione, i quali coinvolgeranno tutti i soggetti interessati, che possono essere divisi per comodità in due categorie principali: gli operatori professionali3 e i produttori.
Nel primo gruppo troviamo Greenthesis S.p.a., società che possiede una pluridecennale esperienza nella gestione ambientale, unita a una solida competenza normativa e digitale. Non a caso è stata chiamata dal MASE fin da subito a rivestire un ruolo importante in questo cambiamento, essendo stata coinvolta nella fase di sperimentazione di tratta intermodale che si è svolta per tre mesi alla fine del 2024. Il Gruppo ha avviato preventivamente un primo piano formativo aziendale dedicato, con webinar e informative rivolte alle sue società investite dal cambiamento. Il vero cardine su cui ruota il processo infatti è la necessaria riorganizzazione, che non riguarda soltanto i comparti amministrativi ma anche la logistica, in primis i trasporti.
Se già è stata avviata la modifica dei FIR e la transizione alla conservazione digitale del registro di carico e scarico, il vero spartiacque è rappresentato dalla digitalizzazione del FIR per tutti i soggetti iscritti al RENTRI, che scatterà alla chiusura dell’ultima finestra di iscrizione a febbraio 2026. Il formulario dovrà essere firmato digitalmente sia dal produttore/detentore sia dal trasportatore prima dell’inizio del trasporto. Questo è senza dubbio un passaggio sensibile perché richiede un adeguamento tecnologico, organizzativo e formativo importante. La vidimazione avviene sempre tramite il RENTRI . Per la compilazione del FIR digitale è possibile utilizzare:
- i sistemi gestionali degli operatori e relative app per dispositivi mobili;
- i servizi di supporto messi a disposizione dal MASE tramite il RENTRI, per coloro che non dispongono di sistemi gestionali.
Per monitorare e gestire tutte le fasi del ciclo dei rifiuti è stata sviluppata anche l’”APP RENTRI FIR” digitale, sviluppata dal MASE, che consente la creazione, compilazione, tracciabilità e, a regime, la firma dei Formulari di Identificazione dei Rifiuti (FIR) in formato digitale, in sostituzione del cartaceo. L’app è attualmente disponibile in versione demo, ma in vista dell’avvio obbligatorio del FIR digitale dal 13 febbraio 2026, è stata prevista una fase di progressivo rilascio delle funzionalità operative – inclusi gestione dispositivi mobili, servizi di supporto e API – a partire dal 22 gennaio 2026, consentendo agli operatori di avviare attività di configurazione e test prima dell’entrata in vigore dell’obbligo di firma digitale. Tramite API dedicate è possibile integrare infatti anche app mobile di terze parti con le funzionalità RENTRI, inclusa la firma remota rilasciata dalla CA RENTRI, secondo le stesse modalità adottate dall’app ufficiale. L’attivazione completa delle funzionalità correlate all'apertura del FIR digitale avverrà nella giornata del 12 febbraio 2026, con la possibilità di firmare digitalmente unicamente a partire dal giorno seguente.
Per le grandi aziende e società che hanno potuto integrare con software gestionali interni, l’automazione dei flussi di lavoro, nel medio periodo, potrebbe tradursi in un risparmio significativo di tempo e risorse. Al contrario molte realtà, soprattutto di piccole e medie dimensioni, potrebbero incontrare difficoltà nel digitalizzare processi fino ad oggi gestiti in modo tradizionale, benché siano stato previsto servizi di supporto gratuiti sulla piattaforma. È necessario ricordare che, oltre all’imprescindibile aggiornamento delle competenze digitali, potrebbero nascere anche problematiche legate ad eventuali barriere linguistiche, non ipotizzate in prima battuta, con un portale pensato e realizzato solo in lingua italiana.
Infine tutte le aziende iscritte al RENTRI e alla Categoria 5 dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali sono state obbligate a dotare i propri mezzi di trasporto rifiuti di un sistema GPS certificato, benché non ci siano indicazioni chiare e precise. Le imprese, entro il 31 dicembre 2025, sono state chiamate a certificare la presenza del sistema di geolocalizzazione sui propri veicoli tramite un’autodichiarazione da inviare al portale AGEST4. Scatterà poi il 13 febbraio 2027 l’obbligo di tracciabilità GPS e l’attivazione della funzionalità di trasmissione dei dati al RENTRI (con l’invio dei dati in formato XML). Questo passaggio rappresenterà quindi l’ultimo step, che dovrebbe garantire il compimento del processo di innovazione.
Opportunità e criticità della nuova tracciabilità
Il RENTRI rappresenta senza dubbio un passo avanti nella direzione di una gestione ambientale più digitale, integrata e sicura. L’introduzione di un sistema unico a livello nazionale semplifica notevolmente le procedure amministrative e burocratiche, riducendo l’uso di documentazione cartacea, minimizzando il rischio di errori e favorendo una più efficace attività di controllo.
Tuttavia, non mancano le criticità per gli attori coinvolti: l’adeguamento richiede ingenti investimenti iniziali, aggiornamento di competenze specifiche e una gestione attenta della transizione per evitare ritardi, errori formali o sanzioni. Inoltre la transizione, nel suo svolgimento per fasi e step, implica inevitabili dilatazioni, sovrapposizioni del sistema cartaceo/digitale5 e aggiustamenti in itinere.
La stessa Ecocerved, società consortile del sistema delle Camere di Commercio italiane che ha sviluppato e gestisce i sistemi informativi, dovrà verificare via via e testare le funzionalità e la fruibilità del Registro.
La digitalizzazione del sistema di tracciabilità dei rifiuti, come è evidente, non può essere solo un adempimento burocratico, ma deve rappresentare un’occasione per innovare i processi aziendali e per raggiungere efficienza, semplificazione e sostenibilità. Deve poi garantire al tempo stesso una maggiore omogeneità e fruibilità dei dati relativi ai rifiuti pericolosi, e in questa direzione bisognerà ancora lavorare per trasformare il registro in una vera community, in cui la mappatura di tutti i soggetti iscritti sia funzionale ad un proficuo scambio di informazione.
Che ruolo per il Gruppo Greenthesis?
Il Gruppo continua ad implementare il suo piano di formazione interno per affrontare i prossimi step di adeguamento per quanto riguarda la geolocalizzazione e la gestione dei FIR digitali. E anche per questo può rivestire un ruolo importante in questo cambiamento, sostenendo enti pubblici, ma anche imprese private, come partner tecnico e strategico nel percorso di adeguamento al RENTRI6.
1https://www.rentri.gov.it/it.
2 Dal 15.12.24 ed entro il 13.02.25: operatori professionali e aziende con oltre 50 dipendenti;
Dal 15.06.25 ed entro il 14.08.25: imprese con più di 10 e fino a 50 dipendenti;
Dal 15.12.25 ed entro il 13.02.26: imprese con meno di 10 dipendenti che producono rifiuti pericolosi.
3Gli enti e le imprese che effettuano il trattamento dei rifiuti, che raccolgono o trasportano rifiuti a titolo professionale, che operano in qualità di commercianti ed intermediari di rifiuti senza detenzione e i consorzi istituiti per il recupero e il riciclaggio di particolari tipologie di rifiuti.
4https://www.albonazionalegestoriambientali.it/Public/News/videoguida_geolocalizzazione
5Per alcune realtà non soggette al RENTRI rimarrà in uso il FIR cartaceo.
6È previsto che associazioni imprenditoriali rappresentative sul piano nazionale o società di servizi di diretta emanazione delle stesse, gestori del servizio di raccolta, e gestori del circuito organizzato di raccolta di cui all’art. 183, c. 1, lettera pp) del d.lgs. 152/2006, possano iscriversi per operare come delegati dei produttori e adempiere, per loro conto, agli obblighi di cui al titolo III del D.M. 59/2023, ovvero all’iscrizione e alla trasmissione dei dati.



