Intelligenza Artificiale e Bonifiche: la visione di Greenthesis Group per la rigenerazione dei territori
- by Greenthesis Group
- 10 feb 2026
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Damiano Belli, Chief Business Officer della Divisione Bonifiche di Greenthesis, relatore insieme all’ingegnere Giuseppe Napolitano Dirigente area tecnica della struttura di supporto nel SIN Bagnoli – Coroglio, ha rappresentato il Gruppo al convegno “Intelligenza Artificiale e Bonifiche: una nuova frontiera”, svolto durante la rassegna Ecomondo 2025. Nel corso dell’intervento è stato presentato il caso della bonifica dell’ex area industriale Italsider di Bagnoli-Coroglio, uno dei progetti più rilevanti in cui il Gruppo è direttamente impegnato e che può “essere preso ad esempio come un progetto con un grande spirito di innovazione rispetto a molti altri progetti”. Infatti quest’opera integra dimensioni ambientali, sociali e tecnologiche in un unico percorso di riqualificazione, come ha bene sottolineato anche Dino Falconio, il Sub Commissario del Governo per la Bonifica ambientale e la rigenerazione urbana dell’area di rilevante interesse nazionale Bagnoli–Coroglio. In apertura di evento ha infatti ricordato il quadro molto complesso della situazione, con importanti informazioni storiche e tecniche, e lo stato dei lavori.
Il confronto emerso dai diversi interventi ha permesso di evidenziare come soprattutto l’evoluzione delle tecnologie digitali stia rivoluzionando la gestione dei siti contaminati, superando limiti che per decenni hanno rallentato gli interventi di risanamento.
In Europa, i siti potenzialmente contaminati superano i 2,5 milioni e la loro gestione richiede soluzioni avanzate capaci di ridurre tempi operativi, costi e incertezze. Le tecniche tradizionali, pur consolidate, si confrontano oggi con sfide complesse: presenza simultanea di contaminanti diversi, variabilità geologica, necessità di gestire grandi moli di dati e monitoraggi non sempre continui. Su questo aspetto chiara la posizione del prof. Giovanni Perillo, Professore e Presidente dell’Associazione Idrotecnica Italiana, con il suo contributo “Come l’IA può rivoluzionare le bonifiche, dall’analisi predittiva al monitoraggio automatico”. Per il professore nelle bonifiche c’è “la necessità che si intervenga con termini perentori, programmatici e soprattutto tecnologie appropriate e di rilevante importanza” e “l'intelligenza artificiale con le sue connotazioni di natura interpretativa dei dati può sicuramente essere di fondamentale importanza in questo settore”. L’intelligenza artificiale rappresenta un vero punto di svolta: le applicazioni di Machine Learning e Deep Learning permettono infatti di elaborare immagini satellitari, modellare la diffusione degli inquinanti nelle falde, analizzare dataset ambientali eterogenei e prevedere l’evoluzione dei fenomeni nel tempo. I modelli geologici 3D consentono inoltre di visualizzare in modo accurato la stratigrafia dei terreni — dai riporti alle alluvioni recenti fino al substrato roccioso — facilitando l’individuazione delle aree critiche e la definizione di interventi mirati. A ciò si affianca l’integrazione con sensoristica IoT e sistemi di monitoraggio continuo: sensori dislocati sul campo forniscono dati in tempo reale sulla contaminazione, mentre droni e robot automatizzati riducono l’esposizione degli operatori, aumentano la precisione e accelerano attività che fino a pochi anni fa richiedevano giorni di lavorazione. L’effetto complessivo è evidente, tempi e costi di bonifica si riducono in modo significativo, grazie a una pianificazione basata su dati aggiornati e a una maggiore capacità predittiva.
Le prospettive future ampliano ulteriormente il potenziale di queste tecnologie. L’intelligenza artificiale generativa potrà simulare scenari complessi e valutare virtualmente diverse strategie di intervento prima dell’avvio delle attività, mentre l’integrazione con blockchain e robotica autonoma garantirà una tracciabilità totale e una gestione ancora più efficiente delle operazioni. Questi strumenti aprono la strada a modelli di bonifica più sostenibili e capaci di preservare gli ecosistemi locali.
Per Damiano Belli l’intelligenza artificiale non deve essere considerata “come strumento di valutazione da parte di tecnici, ma come strumento che riporta in maniera oggettiva e analizzi dei dati di tipo predittivo al fine di andare a proporre una base, un sistema di valutazione di quelli che possono essere le ricadute dell'utilizzo di una tecnologia o di un'altra all'interno di un processo di attività tecnologica”.
L’IA potrebbe diventare quindi un alleato strategico nella tutela dell’ambiente e nella rigenerazione dei territori: la sua efficacia dipende dalla collaborazione tra istituzioni, imprese, comunità scientifica e cittadini, ed è indissolubilmente legata a investimenti in ricerca, formazione e infrastrutture. Il Gruppo, che investe in questi tre pilastri cardine e possiede un’esperienza consolidata nella gestione delle bonifiche più complesse, si fa portavoce di un impiego etico e trasparente delle tecnologie digitali, orientandole alla creazione di valore per i territori e alla trasformazione delle criticità ambientali in percorsi di rigenerazione sostenibile.



