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Tra Infrastrutture, Digitalizzazione e End of Waste: il progetto R.U.L.E in GEA

Tra Infrastrutture, Digitalizzazione e End of Waste: il progetto R.U.L.E in GEA

  •   by Greenthesis Group
  • 3 feb 2026
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La filiera tessile europea sta vivendo una trasformazione strutturale, guidata da una nuova cornice normativa che spinge verso progettazione sostenibile, tracciabilità e circolarità. L’entrata in vigore del Regolamento UE sull’Ecodesign per i Prodotti Sostenibili (ESPR), il  18 luglio 2024,  e l’implementazione prossima del regime di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) per il tessile, in fase di attuazione con un decreto atteso per essere operativo entro il primo trimestre 2026, ridefiniscono ruoli e responsabilità: i produttori dovranno finanziare e organizzare la raccolta e il riciclo, mentre i prodotti dovranno essere progettati per durare, essere riparabili e riciclabili. L’ESPR ha introdotto inoltre il Digital Product Passport (DPP), che renderà disponibile per ogni capo dati su composizione, origine dei materiali, sostanze presenti e istruzioni di fine vita, creando le condizioni per una cernita e un riciclo molto più efficaci. 

L’impatto ambientale del settore tessile rimane rilevante e giustifica l’urgenza dei cambiamento normativo e tecnologico. A livello UE (dati 2020) il consumo medio di prodotti tessili per persona ha richiesto circa 400 m² di terreno, 9 m³ di acqua, 391 kg di materie prime e ha generato un’impronta di carbonio circa 270 kg CO₂ pro-capite. Il settore è responsabile tra il 4% e il 10% delle emissioni mondiali di gas serra e circa il 20% dell’inquinamento delle acque; inoltre, solo l’1% degli abiti usati viene riciclato in capi nuovi. In Italia, nel 2024, la raccolta differenziata tessile urbana ha raggiunto 171.600 tonnellate1. Questi numeri sottolineano la necessità di infrastrutture dedicate e di processi che possano convertire flussi tessili in materie prime seconde di qualità. Nel contesto nazionale, il Veneto presenta importanti volumi di scarto: il rifiuto tessile pre-consumo stimato in regione è di 21.091 t/anno, con una raccolta documentata di 13.709 t/anno. Questi quantitativi rendono strategica la presenza nella regione di impianti capaci di trattare flussi pre-consumo e industriali e rappresentano un’opportunità per evitare scarti e immettere materia seconda certificata nella filiera. 

Questi temi sono stati al centro dell’intervento di Khadija Ajmi a Ecomondo 2025, in cui l’ingegnere ambientale del Gruppo Greenthesis, ha collegato gli obblighi normativi all’evoluzione operativa richiesta alle imprese di raccolta e riciclo. Durante il convegno “Risanamento e valorizzazione - tecnologie e soluzioni innovative legate a due specifiche forme di valorizzazione: la bonifica e il riciclo nel settore tessile” è stato possibile presentare esempi concreti che emergono dall’esperienza del Gruppo e di sue società operative. Tra questi, in Veneto, degno di nota è l’impegno dimostrato nell’impianto padovano Ecorex, attivo nel recupero di calzature e borse in pelle: con  una capacità di trattamento di 3.360 t/anno2, dimostra come la separazione accurata e la tracciabilità permettano di ottenere frazioni omogenee destinate al riciclo o alla produzione di fibre rigenerate.

Cuore dell’intervento è stata la presentazione del progetto emblematico R.U.L.E. (Re Use Love the Earth), una piattaforma industriale3 sviluppata dalla società GEA, presso il sito di Sant’Urbano (Padova) e finanziata con risorse PNRR4, il cui commissioning è stato pianificato per il 30 giugno 2026. Il progetto di economia circolare mira al recupero di materiale tessile pre consumo e di  prodotti EoW (End of Waste), per ridurre i rifiuti tessili a discarica o incenerimento,  e per implementar la loro trasformazione in fibre rigenerate per la filiera tessile. L’obiettivo ultimo è ridurre l’impatto ambientale  e le emissioni di CO2. La qualifica EoW è prevista e verrà rilasciata caso per caso, subordinata a parametri tecnici quali lunghezza e resistenza della fibra e assenza di contaminazioni. Questi atti certificano la conformità dell’infrastruttura ai requisiti normativi e aprono la strada all’immissione sul mercato di fibre rigenerate certificate.

L’ingegnere Ajmi ha sottolineato, dal punto di vista operativo, la complementarità tra la piattaforma R.U.L.E. e  l’adozione dei DPP, e l’importanza di integrare tecnologie digitali per garantire, conformità, qualità e  tracciabilità dei prodotti e trasparenza lungo la catena del valore. 

1 Dato ISPRA.
2 Codice CER 040222
3 Sugli atti autorizzativi e le tappe amministrative del progetto R.U.L.E.: il sito ha ottenuto l’autorizzazione provinciale il 30 luglio 2025.
4 Misura M2C1.1.1.1.2, Progetti “faro” di economia circolare.

 

 

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